“Nel maxi-emendamento del governo
arriva l’ennesima stangata sulle pensioni, che colpisce
lavoratrici e lavoratori irrigidendo ulteriormente l’assetto del
sistema. Dopo aver cancellato Opzione Donna e Quota 103 e alzato
l’età pensionabile con il disegno di legge di bilancio, la
destra introduce ora una doppia stretta sulle pensioni
anticipate. Con il maxi emendamento aumentano le finestre di
uscita: si dovranno attendere fino a sei mesi in più prima di
ricevere l’assegno. E non basta: viene anche penalizzato il
riscatto della laurea, che varrà sempre meno, fino a due anni e
mezzo di contributi bruciati per chi maturerà i requisiti nel
2035. È la smentita più clamorosa delle promesse elettorali
della destra. Dovevano smontare la riforma Fornero, l’hanno
rafforzata all’ennesima potenza, scaricando i costi
dell’aggiustamento dei conti pubblici sulle pensioni. È una
scelta ingiusta e sbagliata: non si fa cassa sui diritti di chi
lavora. Ci opporremo con forza a questa ennesima forzatura del
governo”. Così in una nota Antonio Misiani, responsabile
Economia nella segreteria nazionale del PD.