“I numeri pubblicati oggi dall’Istat sono sconfortanti: a gennaio 2026 la produzione industriale cala dello 0,6% sia sul mese precedente sia su base annua. Da quando e’ in carica il governo Meloni, e’ il 35 mese negativo su 40. Non e’ congiuntura: e’ declino strutturale”. Lo rileva Antonio Misiani, senatore Pd e responsabile Economia della segreteria nazionale dem. “Mentre l’industria arretra – attacca l’esponente Pd – il governo guarda altrove. Il ministro Urso ha presentato un Libro Bianco sulle politiche industriali che rischia di restare lettera morta: le risorse su cui dovrebbe poggiare si ridurranno di tre quarti nei prossimi tre anni”, ovvero – incalza Misiani – si scrive la strategia e si svuota la cassetta degli attrezzi”. Il dem nota peraltro che “Transizione 5.0 e’ ancora incompiuta. La promessa che nessuna azienda sarebbe rimasta esclusa dopo la chiusura anticipata del programma non e’ stata mantenuta”, mentre sull’iperammortamento i decreti attuativi attesi a gennaio non sono ancora arrivati: le imprese restano con ordini congelati e investimenti fermi”. Sul fronte dei grandi gruppi, dall’ex Ilva a Stellantis, – prosegue il parlamentare – le crisi industriali restano senza soluzione” e, “intanto, la guerra in Iran riaccende i prezzi energetici e colpisce una manifattura gia’ fragile”. “Il governo esca dall’immobilismo – chiede il dem -: servono subito i decreti sull’iperammortamento, la chiusura della vicenda Transizione 5.0 e un rafforzamento del decreto bollette. E’ il minimo indispensabile – conclude Misiani – per evitare che la situazione peggiori.
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