“Quello che è andato in scena oggi a Palazzo Chigi è l’ennesimo atto di una gestione fallimentare da parte del governo Meloni del dossier ex Ilva. Dopo tre anni di promesse a vuoto, slogan e giravolte, il governo ha portato l’ex Ilva a un punto di non ritorno. Altro che rilancio: siamo di fronte a un collasso industriale e occupazionale che rischia di travolgere migliaia di famiglie e un intero territorio”. Così Antonio Misiani, responsabile Economia del Partito Democratico “I fatti sono sotto gli occhi di tutti – aggiunge -. Dopo aver bruciato qualsiasi interlocuzione credibile, prima con Baku Steel, poi con Jindal, ora l’esecutivo prova a vendere l’illusione di nuovi investitori fuori dall’Unione Europea. Ma non c’è alcun progetto serio, nessuna strategia industriale, nessuna garanzia per i lavoratori. Solo una confusa sequenza di rinvii e rassicurazioni di facciata.Il piano messo sul tavolo è un insulto all’intelligenza di chi da anni lotta per tenere in piedi la fabbrica. Non è un programma di rilancio: è la cronaca di uno smantellamento mascherato. Non a caso i sindacati hanno rotto il tavolo e proclamato lo sciopero: non si può continuare a prendere in giro i lavoratori con parole vuote mentre si prepara la chiusura degli stabilimenti.Parlare di formazione professionale e riduzione della cassa integrazione senza un progetto industriale solido significa semplicemente prendere tempo nell’attesa del disastro. E la scadenza di fine febbraio, con la fine degli ammortizzatori sociali, rappresenta un punto critico che il governo sta colpevolmente sottovalutando. Questo è il risultato di una politica che ha fatto dell’improvvisazione la sua cifra distintiva. Una politica che oggi, di fronte a uno dei più gravi fallimenti industriali della storia recente, non è più in grado nemmeno di fingere una direzione.È il momento di rompere il silenzio e pretendere un’inversione di marcia. Serve un intervento pubblico serio, risorse vere, e soprattutto una visione strategica che oggi è completamente assente. Taranto e l’Italia non possono più permettersi di pagare il prezzo dell’inadeguatezza di questo governo”.
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