“Seguire l’indicazione dal Commissario Ue Fitto di impiegare i fondi di coesione per fronteggiare l’emergenza energetica sarebbe un errore. Quei fondi sono in molti casi già impegnati e sono destinati a ridurre i divari territoriali. Usarli come bancomat di emergenza — come giustamente denunciano le Regioni europee — significa trasformare la politica di investimento strutturale in un’aspirina temporanea. Dirottarli verso altre finalità penalizzerebbe il Sud e i territori più fragili”. Il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Partito Democratico, risponde alla domanda di Voce Libera – prima newsletter di inside politici e interviste su Substack – se il Pd condivida la proposta del commissario Ue Raffaele Fitto di utilizzare i fondi di coesione contro il caro-energia e se non si rischi di sottrarre risorse alle regioni diminuendo i servizi ai cittadini.
“Il governo Meloni farebbe molto meglio a percorrere una strada diversa e più equa: tassare gli extraprofitti delle società energetiche, iniziando a dare seguito concreto a livello nazionale alla lettera che lo stesso ministro Giorgetti ha firmato il 4 aprile scorso insieme ad altri quattro colleghi europei sollecitando un’iniziativa in questa direzione. Quelle risorse esistono, sono ingenti e sono nella disponibilità di chi dalla crisi energetica ha tratto vantaggio, non di chi ne ha subito il peso. È lì che bisogna intervenire, destinando il gettito a sostenere le famiglie più fragili e le imprese più colpite dal caro energia. Questa è la soluzione più ragionevole e più giusta: non depauperare i fondi strutturali europei, ma chiedere un contributo a chi sta guadagnando dal rialzo dei prezzi del petrolio e del gas, utilizzandolo per fronteggiare le conseguenze della crisi”, conclude Misiani.