“Il fallimento della gara per l’ex ILVA era purtroppo facilmente prevedibile. Dopo mesi di annunci e promesse, il governo è rimasto con un pugno di mosche: nessun acquirente affidabile, offerte irrilevanti e una situazione industriale sempre più compromessa.
È l’ennesimo buco nell’acqua del ministro Urso, che ha scelto la strada peggiore: rinunciare a una regia pubblica e abbandonare Taranto a se stessa.
La siderurgia è un settore strategico per l’industria italiana, che ha bisogno di una strategia industriale seria.
Se vogliamo salvare Acciaierie d’Italia, avviare una reale decarbonizzazione della produzione e garantire un futuro ai lavoratori, lo Stato deve tornare protagonista.
Non per ideologia, ma per necessità: senza un impegno diretto pubblico, la ex ILVA rischia di non avere futuro.
Servono decisioni immediate, non altri rinvii.
Chiediamo che Palazzo Chigi si assuma la responsabilità di guidare questa transizione, coinvolgendo Cdp, Invitalia e i grandi player energetici e industriali nazionali.
Solo così si può garantire la messa in sicurezza degli impianti, la continuità produttiva, la tutela dell’occupazione e il futuro dell’indotto.
La Presidente Meloni non può continuare a ignorare questa crisi: l’efficacia della politica industriale del Paese si misura anche dalla capacità di difendere i propri asset strategici. L’ex ILVA non è una questione locale. È una priorità nazionale.
E chi governa ha il dovere di salvaguardare il lavoro, la produzione e il futuro dell’acciaio italiano.” Antonio Misiani Responsabile Economia e Imprese – Partito Democratico