“Le dichiarazioni del ministro
Giorgetti al Forum Ambrosetti hanno se non altro il merito di
riportare alla grigia realtà personaggi come il segretario del
suo partito Salvini, che continua a promettere interventi fiscali
e pensionistici impossibili da realizzare. Ma nel loro insieme ci
preoccupano, perché di fatto non escludono che l’enorme e
insostenibile aumento delle spese militari, accettato senza
fiatare dal governo Meloni in sede Nato, finisca per
compromettere altre voci strategiche della spesa pubblica, dalle
spese di carattere sociale a quelle per gli investimenti e il
sostegno del sistema produttivo”. Lo afferma Antonio Misiani,
senatore Pd e responsabile economia del partito.
“Negli ultimi anni – spiega – la riduzione del deficit pubblico è
avvenuta a caro prezzo: la pressione fiscale è salita al massimo
degli ultimi cinque anni, a causa del drenaggio fiscale che ha
sottratto oltre venti miliardi di euro ai contribuenti IRPEF,
mentre le spese per sanità e istruzione sono scese a livelli
molto al di sotto dei grandi paesi avanzati. La legge di bilancio
2025 ha tagliato in modo drastico anche le risorse per le
politiche industriali, e solo gli investimenti finanziati dal
Pnrr permettono oggi all’Italia di evitare (a fatica) la
recessione”.
Ora, continua, “in un contesto già aggravato dalle folli
politiche protezionistiche di Trump, che provocheranno miliardi
di perdite per le nostre esportazioni e il nostro PIL e la
cancellazione di decine di migliaia di posti di lavoro, l’aumento
enorme delle spese militari programmato per i prossimi dieci anni
– su base nazionale e senza alcun reale passo in avanti verso la
difesa europea – peggiorerà ulteriormente la situazione,
comprimendo drasticamente gli spazi di bilancio disponibili per
altre politiche pubbliche essenziali”.
Conclude Misiani: “Questa è la realtà, al di là della fiera delle
promesse a cui ci è toccato assistere per tutta l’estate. Le
parole di Giorgetti, pur edulcorate, di fatto la confermano”.