“L’annuncio inatteso del ministro
Giorgetti certifica il caos in cui è sprofondata la discussione
parlamentare della legge di bilancio. Con un emendamento da 3,5
miliardi su Transizione 5.0, ZES, iperammortamento e
caro-materiali, il governo di fatto riscrive la manovra su un
punto cruciale: le politiche industriali”. Così Antonio Misiani,
responsabile Economia nella segreteria nazionale Pd.
“Proprio il terreno su cui il PD aveva denunciato, fin
dall’inizio, l’inadeguatezza più evidente della politica
economica del governo. Giorgetti oggi smentisce se stesso e
ammette che la legge di bilancio non stava in piedi, tentando di
mettere una toppa dell’ultimo minuto. Restano però aperti nodi
pesantissimi: la norma vessatoria contro i professionisti che
lavorano con la pubblica amministrazione, che va abrogata; la
tassa sui pacchetti fino a 150 euro, che sommata a quella europea
produrrebbe una stangata inaccettabile per i consumatori; le
norme sulla previdenza complementare, presentate senza alcun
confronto preventivo con le parti sociali. La telenovela della
legge di bilancio comprende anche il definanziamento del Ponte
sullo Stretto, proposto dal PD da settimane e imposto dai fatti a
un governo costretto a capitolare e la vicenda kafkiana dell’oro
di Bankitalia, con l’emendamento Malan riscritto da Giorgetti
sotto dettatura della BCE. Nel complesso siamo davanti a una
gestione imbarazzante, segnata dalla confusione, dalle divisioni
e dalla sciatteria di una maggioranza sempre più allo sbando”.