“La mozione sul carovita cade in una congiuntura economica particolare e complicata, i dati di ieri dell’Istat hanno registrato una ripresa dell’inflazione e del resto non potevamo aspettarci nulla di buono, vista la crisi energetica scatenata dalla guerra del Golfo e dall’aumento del prezzo del petrolio e del gas. Siamo di fronte a una crisi energetica che si sta ripercuotendo sul carrello della spesa e che, in un Paese in cui le retribuzioni dei lavoratori, soprattutto dei dipendenti, è ancora 8 punti al di sotto dei livelli del 2021, si riversa con violenza sulle famiglie, le quali non arrivano a fine mese. Aumentano la povertà energetica e sono centinaia di migliaia i cittadini privi dei servizi essenziali, mentre la dinamica dell’inflazione sta facendo salire le tariffe del servizio idrico, dei rifiuti, dei pedaggi. Anche la crisi abitativa è drammatica: gli affitti stanno aumentando di oltre il 10%, ci sono 400 mila famiglie nelle liste di attesa per una residenza popolare, ma del piano casa del governo restano solo annunci, mentre le relative politiche sono state definanziate. Cosa chiediamo? Per prima cosa di intervenire sull’energia in modo strutturale, visto che dl bollette è evaporato e che il 7 aprile scade il taglio delle accise sui carburanti. In secondo luogo chiediamo di intervenire sul caro affitti, poi sulle filiere alimentari, non ci si può arrendere al paradosso di produttori affamati e prezzi più alti per i cittadini. Infine, ci aspettiamo un intervento del governo perché gli 11 mld di tasse in più per banche e assicurazioni non si ripercuotano sui cittadini. E’ stato anche questo il messaggio del referendum, il governo non può fare finta di niente”. Lo ha detto in Aula il senatore Antonio Misiani, responsabile nazionale economia del Pd.


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