“La situazione della ex ILVA richiede una guida politica forte e una strategia industriale chiara. Invece il governo continua a navigare a vista, affidandosi a un decreto che non offre alcuna garanzia né sulla continuità produttiva né sull’avvio concreto del processo di decarbonizzazione. È un approccio raffazzonato, che rischia di aggravare ulteriormente una crisi già profondissima”. Così Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale Pd. “Attendiamo di valutare con attenzione i contenuti dell’offerta vincolante formalizzata oggi da Flacks Group. Ad oggi gli interrogativi sul futuro restano tutti aperti: cosa accadrà dopo febbraio? Qual è il progetto del governo per un asset che resta strategico per tutta la manifattura italiana? Per noi la via maestra è chiara: l’unitarietà della ex ILVA va preservata e rilanciata. La siderurgia di Taranto non può essere smembrata né indebolita. Senza un progetto unitario non c’è continuità produttiva, non c’è decarbonizzazione, non c’è futuro industriale per il Paese. La verità è che senza un piano credibile di investimenti non c’è prospettiva. E se le risorse devono arrivare in larga parte dallo Stato, allora deve essere lo Stato a guidare il processo, come sta avvenendo in altri Paesi europei. Quando sono in gioco impianti strategici, un intervento pubblico diretto può essere necessario e persino doveroso. Anche in Italia serve una regia pubblica che tenga insieme unitarietà dell’impianto, continuità produttiva e decarbonizzazione, coinvolgendo le società partecipate e chiamando gli acciaieri privati a fare la loro parte. La ex ILVA non può essere lasciata in balia degli eventi: è un bene industriale strategico per il Paese, un pilastro irrinunciabile della siderurgia nazionale. Sotto questo profilo, il documento sottoscritto dal consiglio di fabbrica unitamente al presidente della Regione Puglia, al presidente della Provincia e al sindaco del Comune di Taranto rappresenta un passo in avanti positivo e importante per assumere le decisioni necessarie per un progetto di rilancio e decarbonizzazione. Ora il governo smetta di rinviare, esca dall’ambiguità e si assuma fino in fondo le proprie responsabilità. I lavoratori e le lavoratrici della ex ILVA hanno bisogno di certezze, non di ulteriori promesse mancate”.
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