“Questo provvedimento arriva in un momento drammatico per il nostro Paese. La guerra nel Golfo Persico sta causando una nuova impennata dei prezzi del petrolio e del gas, con il rischio di un ritorno dell’inflazione che colpirebbe soprattutto le imprese energivore e il manifatturiero, settori fondamentali per l’economia italiana. Il Governo non può restare fermo, servono misure concrete, strategia chiara e il confronto con le parti sociali.” Lo dichiara il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Partito Democratico, secondo il quale la legge in approvazione è inadeguata e non risponde alle emergenze attuali: “Si tratta di una legge debole e frammentata, con risorse limitate e deleghe generiche al Governo. Non affronta le questioni strutturali che più incidono sulla competitività delle PMI: il costo dell’energia, l’accesso ai mercati internazionali, il sostegno all’innovazione e alla ricerca applicata. Queste lacune sono rischi concreti per le nostre imprese. Per questo chiediamo alla Presidente Meloni e all’Esecutivo di convocare immediatamente le parti sociali, venire in Parlamento e spiegare chiaramente quali interventi intende adottare. Servono misure strutturali sul costo dell’energia, sostegno stabile all’internazionalizzazione, strumenti per innovazione e trasferimento tecnologico, nonché strategie di lungo periodo per la transizione digitale ed ecologica delle PMI. Non possiamo affidarci a rattoppi d’emergenza”, sottolinea Misiani. Infine, il parlamentare dem ribadisce il ruolo sociale delle imprese: “Le PMI sono sapere, dignità, lavoro e comunità. Ogni mese di inerzia, ogni legge vuota come questa, significa un pezzo di futuro perduto. A nome del Partito Democratico, esprimo voto contrario. Vogliamo uno Stato che sia partner delle imprese e del lavoro e una politica industriale che guardi ai prossimi dieci anni e non ai sondaggi della settimana.”


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