“I dati del sondaggio Youtrend parlano chiaro e non possono essere
liquidati come propaganda: il 78% dei lombardi chiede di aumentare la spesa
sanitaria, il 57% ritiene che il sistema sia peggiorato negli ultimi vent’anni, l’85%
indica nelle liste d’attesa il problema più grave. È la fotografia di una crisi
profonda della sanità pubblica, in una regione come la Lombardia che la destra
governa da trent’anni.
Colpisce che oltre la metà dei cittadini esprima un giudizio negativo sull’operato
sia del governo nazionale sia della Regione. E che la maggioranza attribuisca alla
Regione la responsabilità delle liste d’attesa e del peso eccessivo della sanità
privata. È il segno di un modello che non ha retto alla prova dei fatti.
La richiesta che emerge con grande forza è chiara: più risorse per assumere medici e
infermieri, per rafforzare la medicina territoriale, per ridurre tempi e
disuguaglianze. È esattamente ciò che il Partito Democratico propone da tempo. Ma il
governo continua a muoversi in direzione opposta, verso una privatizzazione
strisciante della sanità.
Con l’ultima legge di bilancio, nonostante gli stanziamenti aggiuntivi sbandierati
dalla maggioranza, il Fondo sanitario nazionale in rapporto al PIL scenderà sotto il
6% entro il 2028. Sarebbe il livello più basso da quasi un quarto di secolo. Un
ammontare di risorse del tutto insufficiente per affrontare i nodi strutturali del
sistema: carenza di personale, riduzione delle liste d’attesa, rafforzamento della
rete territoriale dei servizi, ammodernamento tecnologico.
Non bastano interventi spot o campagne mediatiche. Serve una scelta politica chiara:
riportare stabilmente il finanziamento della sanità pubblica su livelli adeguati,
investire sul personale, riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato e garantire
a tutti i cittadini, anche in Lombardia, il diritto costituzionale alla salute. La
destra governa da anni, ma i numeri dimostrano che non ha saputo garantire un
servizio all’altezza delle aspettative dei cittadini”. Così in una nota, Antonio
Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd.