Il senatore del Partito Democratico Antonio Misiani ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti per chiedere al Governo di riferire in Parlamento sulle conseguenze economiche della crisi nello Stretto di Hormuz e sulle misure previste per proteggere famiglie e imprese.
L’escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti ha di fatto paralizzato uno dei principali snodi energetici del mondo, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio e del GNL consumati a livello globale. Le tensioni stanno già spingendo verso l’alto le quotazioni: il petrolio ha superato gli 84 dollari al barile e il gas in Europa viaggia intorno ai 50 euro. 
In Italia i prezzi dei carburanti stanno rapidamente avvicinandosi – e in molti casi superando – i 2 euro al litro, con il rischio di nuove pressioni inflazionistiche e di un aumento dei costi per imprese e famiglie. 
Con l’interrogazione, Misiani chiede al Governo quali valutazioni abbia fatto sugli effetti della crisi sull’economia italiana e quali misure intenda adottare per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia, dei carburanti e dei fertilizzanti. Il senatore dem sollecita inoltre l’attivazione del meccanismo dell’accisa mobile per restituire ai cittadini l’extra gettito IVA derivante dall’aumento del prezzo del petrolio e iniziative europee per rafforzare la sicurezza energetica e ridurre i costi dell’energia. 
“Di fronte al rischio di un nuovo shock energetico – sottolinea Misiani – il Governo deve chiarire rapidamente quale strategia intenda adottare per difendere il sistema produttivo e il potere d’acquisto delle famiglie”.