“L’allarme lanciato da Marco Nocivelli,
vice presidente di Confindustria per le Politiche Industriali, è
molto preoccupante: i ritardi del governo su iperammortamento e
Transizione 5.0 stanno bloccando gli investimenti delle imprese
in un momento in cui sarebbe più che mai necessario stimolarli. I
decreti attuativi dell’iperammortamento avrebbero dovuto essere
emanati già all’inizio di gennaio. Siamo a metà marzo e le
imprese non hanno ancora alcuna certezza sui tempi. Chi aveva
pianificato investimenti è costretto ad aspettare, con ordini
fermi e preventivi ormai scaduti. Una attesa di oltre due mesi su
uno strumento essenziale per la competitività del sistema
produttivo è semplicemente inaccettabile. Sul fronte di
Transizione 5.0, la situazione è ancor più grave. Il governo
aveva solennemente promesso che nessuna azienda sarebbe rimasta
esclusa dopo la chiusura anticipata e improvvisa dello scorso
anno. Quella promessa non è stata ancora mantenuta. Mancano
risorse relativamente contenute per coprire le domande rimaste
fuori, eppure il governo continua a tergiversare mentre gli
investimenti restano congelati. Tutto questo avviene in uno dei
momenti più difficili per la nostra manifattura. Il 2025 ha
segnato il terzo anno consecutivo di calo della produzione
industriale. Il conflitto in Iran ha innescato un’impennata dei
prezzi dell’energia che comprime ulteriormente i margini delle
imprese italiane, già più esposte di quelle dei principali
concorrenti europei alla volatilità dei mercati energetici. In
questo quadro, i continui stop and go sugli strumenti di politica
industriale non sono una semplice disfunzione amministrativa:
sono un danno economico concreto, che scoraggia gli investimenti
e indebolisce la capacità competitiva del Paese proprio quando
servirebbe l’esatto contrario. Il governo smetta di navigare a
vista. L’emergenza economica legata alla guerra in Iran dovrebbe
spingere l’esecutivo ad accelerare, non a rallentare il sostegno
agli investimenti delle imprese. Chiediamo l’immediata emanazione
dei decreti attuativi sull’iperammortamento e la copertura delle
risorse necessarie a chiudere definitivamente la vicenda di
Transizione 5.0. Non sono richieste straordinarie: sono impegni
assunti e non mantenuti”. Così in una nota Antonio Misiani,
responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd.


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