È tempo che Giorgia Meloni smetta di fingersi morta, abbandoni la strategia dell`opossum e dica con chiarezza cosa intende fare il governo italiano sui dazi bocciati dalla Corte suprema americana», attacca Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd. Cosa vuol sapere onorevole?
«Intanto se autorizzerà le grandi aziende partecipate a chiedere il rimborso delle tariffe dichiarate illegittime. E poi quale posizione assumerà rispetto ai nuovi balzelli annunciati dal suo amico Trump».
Da Chigi sostengono ci sia ancora troppa incertezza per esprimersi.
«Peccato che Meloni sia l`unica fra i leader europei a non aver proferito verbo. Macron si è rallegrato per il verdetto dei giudici statunitensi, Merz ha invocato un maggiore coordinamento europeo. Dall`Italia nulla di nulla».
Perché tanta reticenza?
«Perché come al solito non sa che pesci pigliare. Vengono fuori tutti i limiti della sua equidistanza tra Ue e Usa: inspiegabile e nociva se si guarda agli interessi nazionali, sempre posposti all`appartenenza alla cultura Maga, che per lei viene prima del bene dell`Europa e quindi dell`Italia. Persino uno come Gasparri ha detto che la politica di Trump è stata fallimentare, è ora che anche la premier spieghi come la pensa e inizi a mettere in campo azioni concrete a tutela delle nostre imprese e della nostra economia».
Che figura sta facendo l`Italia?
«Quella di un governo subalterno dell`amministrazione americana. Ogni qualvolta si trova davanti a un bivio scatta il richiamo della foresta. Abbiamo visto cosa è successo con l`asse italo-tedesco, evaporato nel giro di 24 ore: non appena Merz ha osato criticare la Casa Bianca lei si è tirata indietro. Accade sempre quando è chiamata a scegliere: si finge morta».
Lo fa per non bruciare i ponti con l`altra sponda dell`Atlantico?
«È una barzelletta che non fa più ridere. Gli Stati Uniti sono il secondo partner commerciale dell`Italia, parliamo di 70 miliardi di euro di esportazioni, abbiamo tutti bisogno di capire come il nostro governo si muoverà. Senza dimenticare il tema dei rimborsi».
Dovremmo chiederli?
«Dopo la Corte Suprema, tutte le imprese che hanno filiali negli Usa — fra cui alcune grandi partecipate tricolori come Eni ed Enel — potrebbero essere titolate a farlo. Per questo il Pd ha già presentato un`interrogazione per chiedere al governo cosa farà. Sono stati pagati dazi per oltre 150 miliardi di dollari, una parte dei quali versati dagli italiani. La premier ha il dovere di rispondere: vuol difendere i nostri interessi? Darà il via libera ai ricorsi delle nostre aziende o le bloccherà per non indispettire Trump?».
Intanto l`Ue si appresta a lottare contro i nuovi dazi subito rilanciati dal tycoon: Meloni che farà?
«Bella domanda. Mi auguro di vedere un altro film, ma temo il solito remake. Queste tariffe sono addirittura più alte rispetto a quelle previste nell`intesa di luglio, quindi torna tutto in discussione. Bisogna mantenere la massima coesione e unità europea. Un Paese serio si comporterebbe così. E poiché non esistono solo gli Usa, spingerebbe per chiudere accordi di libero scambio con il resto del mondo: dall`India al Mercosur. Ho però paura che lei resterà come sempre a metà del guado. Facendo danni seri alla nostra economia».