«L` inchiesta della Procura di Milano sta portando alla luce un quadro molto inquietante, con ipotesi di reato gravi, che delineano una strategia coordinata per prendere il controllo di Mediobanca facendo leva sul Monte dei Paschi», dice il responsabile economico del Partito democratico Antonio Misiani.
«La magistratura deve fare piena luce, com`è suo dovere – aggiunge – noi chiederemo conto non solo al ministro Giorgetti, ma anche a Palazzo Chigi delle responsabilità politiche del governo sul risiko bancario».
Il ministro Giorgetti ribadisce di non aver fatto ingerenze.
«Quello che emerge dalle carte della Procura conferma le preoccupazioni che avevamo sollevato da molti mesi. Il governo non ha fatto l`arbitro, ha indossato la maglietta del centravanti truccando la partita, favorendo in ogni modo le cordate amiche e ostacolando le operazioni non gradite come UniCredit-Bpm, bloccata con una Golden power abnorme».
Sta dicendo che la Golden power non è stata usata per tutelare gli interessi del Paese?
«Il vero interesse tutelato dal governo è stato quello della Lega, attentissima a Bpm e decisamente ostile all`Ops di Unicredit. Con un paradosso: oggi i francesi di Credit Agricole si avviano a prendere il controllo di Bpm. Questo governo di sovranisti all`amatriciana ha bloccato, in nome dell`interesse nazionale, un`operazione tra due banche italiane con sede a Milano, e l`effetto di questa interferenza sarà che Bpm entrerà nell`orbita dei francesi. Un capolavoro al contrario».
Secondo lei l`esecutivo ha voluto indirizzare la vendita del 15% di Mps per far scalare Mediobanca?
«Il ruolo improprio del governo nell`operazione Mediobanca-Generali emerge chiaramente, se mettiamo in fila una serie di fatti: dalla modifica della legislazione sul diritto societario per ostacolare la presentazione di liste da parte del Consiglio di amministrazione alla cessione dell`ultima tranche di Mps, realizzata con modalità molto discutibili, fino all`intervento di alcune casse previdenziali nella vicenda Mediobanca. Tutto questo lo avevamo denunciato per tempo, presentando otto interrogazioni parlamentari. Detto ciò, l`inchiesta della Procura di Milano è oggettivamente un salto di qualità perché ipotizza reati molto gravi. Colpisce, in questo quadro, che il governo abbia presentato in Parlamento un decreto legislativo di riforma del Testo unico della finanza che indebolisce le norme che servono a individuare i “concerti” tra i soci».
Sostiene che questo decreto che cambia le norme sul “concerto” faccia parte del disegno del centrodestra?
«A pensar male si commette peccato, quindi per evitare cattivi pensieri è meglio che il governo tolga di mezzo questa norma che interferirebbe con un`inchiesta delicatissima e di grande portata. Non possiamo permetterci di indebolire le norme a tutela della trasparenza. L`opacità dell`azione del governo rischia di danneggiare seriamente la reputazione dell`Italia sui mercati finanziari internazionali».
Sulla vicenda Mps il segretario leghista Matteo Salvini ha accusato le toghe.
«È la solita strategia: quando ci sono inchieste scomode per loro, attaccano sempre i giudici. La magistratura deve essere lasciata libera di fare il proprio lavoro. Il governo venga al più presto in Parlamento: ci sono molte cose da chiarire sul risiko bancario».
Proprio sul risiko bancario Benedetto Della Vedova di +Europa ha chiesto un`indagine conoscitiva, siete d`accordo?
«La chiediamo anche noi, è indispensabile un`audizione del ministro dell`Economia e un`indagine approfondita da parte delle commissioni parlamentari competenti».