“Mentre Giorgia Meloni continua a non prendere posizione, le conseguenze economiche della guerra voluta dai suoi amici Trump e Netanyahu ricadono direttamente su famiglie e imprese italiane”. Così in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Partito democratico. “I prezzi dei carburanti sono in forte aumento, con ricadute immediate sui generi alimentari e sui costi di trasporto. Gli italiani stanno pagando di tasca propria il prezzo di questo conflitto. Il governo non può permettersi di restare fermo. Eppure è quello che sta facendo. Meloni era intervenuta evocando la possibilità di agire sulle accise (strumento già previsto dall’ordinamento, già sperimentato in passato, immediatamente attivabile) ma poi si è eclissata – aggiunge -. Nel frattempo i prezzi salgono, i salari restano fermi e l’inflazione torna a mordere, colpendo in misura più grave chi ha redditi bassi, data la natura regressiva della tassazione sui carburanti. Il Partito Democratico ha avanzato una proposta concreta: attivare subito le accise mobili, così come previsto dagli strumenti normativi vigenti, per compensare almeno in parte l’aumento del prezzo alla pompa”.
“Chiediamo anche che il governo si faccia promotore di una riforma organica della fiscalità energetica italiana: più equa, meno regressiva, coerente con gli obiettivi della transizione ecologica europea. E soprattutto chiediamo misure preventive, che non arrivino sempre in ritardo rispetto alle esigenze concrete dei cittadini e delle imprese. La presidente del Consiglio ha il dovere istituzionale di presentarsi in Parlamento, di rispondere alle interrogazioni e di mettere nero su bianco una risposta chiara. Non ci sono campagne elettorali o podcast che tengano: il Paese non può aspettare oltre”, conclude Misiani.


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