“Il deficit al 3,1% nel 2025 è una beffa per l’Italia, perché per un solo decimale l’uscita dalla procedura UE per disavanzo eccessivo viene rinviata di un anno. Il dato più preoccupante però è un altro: è l’andamento anemico del PIL (un modesto +0,5% nel 2025, un terzo della media della zona Euro, nonostante il PNRR). In questi tre anni e mezzo il governo Meloni ha imposto al Paese una “cura” di austerità che ha finito per strangolare la crescita invece di sostenerla”. Lo afferma a Voce Libera – prima newsletter di inside politici e interviste sbarcata su Substack – il senatore Antonio Misiani, responsabile economico della segreteria del Partito Democratico.

“È questo il principale motivo per cui, nonostante i sacrifici chiesti ai cittadini, i conti non tornano lo stesso. Quanto al Superbonus, che Meloni ha additato per il flop sul deficit, la vera storia è un’altra. Il 110% è terminato alla fine del 2023, ed è stato l’attuale esecutivo a concedere una finestra per la notifica dei lavori che si è protratta fino ai primi mesi del 2026. E ora, con la crisi energetica che rischia di affossare l’economia, che succede? L’impressione è che la destra non sappia che pesci pigliare. Si naviga a vista, senza uno straccio di strategia, scaricando le colpe sul passato mentre si ipoteca il futuro del Paese”, conclude Misiani.
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