“Giorgia Meloni non può continuare a far finta di nulla. Le parole pronunciate dal ministro della Giustizia sono di una gravità inaudita e chiamano direttamente in causa la responsabilità politica della Presidente del Consiglio. Paragonare il CSM e i magistrati italiani alla mafia non può essere derubricato ad una battuta fuori luogo: è un attacco frontale a un organo costituzionale presieduto dal Capo dello Stato. Il ministro Nordio con le sue dichiarazioni ha inferto un colpo all’equilibrio tra i poteri dello Stato e al rispetto dovuto alle istituzioni repubblicane. È inaccettabile che simili affermazioni provengano proprio da chi ha giurato sulla Costituzione e dovrebbe garantirne l’attuazione. In un Paese che ha pagato un prezzo altissimo nella lotta alla mafia, accusare i magistrati di comportamenti “para-mafiosi” è un’offesa alla memoria di chi è caduto per difendere la legalità. Meloni chiarisca subito se condivide o meno queste parole intollerabili. Il silenzio, in questo caso, sarebbe una forma di avallo politico”. Così Antonio Misiani della segreteria Pd.


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