“Se l’Italia ha bisogno di
flessibilità di bilancio per fronteggiare l’emergenza
energetica, siamo disponibili a ragionarne. Ma uno scostamento
senza un vero cambio di passo nella politica energetica del
governo sarebbe un pannicello caldo di fronte a un drammatico
problema strutturale”. Lo afferma il senatore Antonio Misiani,
responsabile economico del Pd commentando, su Voce Libera,
newsletter politica su Substack, la richiesta del governo di una
deroga Ue al Patto di stabilità sulla difesa.
“È la dipendenza dai combustibili fossili, gas e petrolio,
la principale causa del differenziale dei costi dell’energia tra
l’Italia e gli altri Paesi europei – prosegue – Tre anni e mezzo
di scelte sbagliate e contraddittorie hanno lasciato intatto
questo problema. In questi anni il governo Meloni ha frenato le
rinnovabili con norme farraginose e cambi di rotta continui, ha
de-finanziato gli incentivi per le comunità energetiche, ha
indebolito le misure per l’efficienza energetica delle
abitazioni, ha prorogato per vent’anni le concessioni per la
distribuzione elettrica, consentendo alle società concessionarie
di scaricare sulle bollette degli italiani canoni straordinari
miliardari”. E conclude: “Qualsiasi flessibilità di bilancio
strappata a Bruxelles, senza correggere queste distorsioni,
servirà soltanto ad alleviare i sintomi senza curare la
malattia. Il governo deve dire chiaramente agli italiani, e
all’Europa, non solo quante risorse vuole, ma come intende
usarle per rendere il Paese meno dipendente dai mercati
internazionali del gas e del petrolio. Solo così si possono
tagliare strutturalmente i costi delle bollette per le famiglie
e le imprese”.


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