“La relazione del presidente di
Confindustria Orsini merita rispetto e una risposta politica
seria. Ci sono molte analisi che condividiamo, alcuni punti su
cui la pensiamo diversamente e una serie di proposte sulle quali
siamo pronti a lavorare concretamente. Sull’agenda europea il
cambio di passo auspicato da Orsini è assolutamente
condivisibile. Sono però i governi sovranisti, compreso il
nostro, a ostacolarlo bloccando il superamento del principio di
unanimità. Il mercato unico dell’energia è una priorità che il PD
sostiene da tempo. L’integrazione dei mercati dei capitali e del
risparmio è indispensabile per mobilitare investimenti a scala
continentale. E sul debito comune per finanziare politiche
industriali strategiche la posizione di Confindustria coincide
con quella che portiamo avanti nelle sedi europee. Dotare
l’Europa degli strumenti per competere alla pari con Stati Uniti
e Cina è una priorità assoluta. Condividiamo anche la
preoccupazione per la perdita di competitività industriale
europea e italiana. La desertificazione manifatturiera non è un
destino ineluttabile, ma servono scelte coraggiose e
lungimiranti, perché reindustrializzare l’Italia e l’Europa è
l’unica strada per tornare a crescere. Sul piano nazionale,
l’invito di Orsini a non trasformare ogni decisione in un campo
di battaglia elettorale è sacrosanto. Il Governo Meloni però va
incalzato con più forza, perché l’inerzia e gli errori di questi
anni, in particolare sulle politiche industriali e l’energia,
hanno contribuito a portare il Paese in stagnazione, nonostante
la spinta del PNRR. Su molti tra i nodi indicati da Orsini siamo
pronti a fare la nostra parte. Lo sblocco delle autorizzazioni
per gli impianti rinnovabili è l’unica strada realistica per
abbassare subito il costo dell’energia e la proposta di riportare
allo Stato la competenza sull’energia va valutata senza
pregiudizi. La crescita dimensionale delle imprese è
indispensabile per un reale rilancio della produttività. E la
questione salariale è un punto cruciale su cui è tutto il Paese –
a partire dalle imprese ? a dover fare di più. Noi crediamo che
la strada da seguire sia la costruzione di un nuovo patto sociale
per il lavoro e lo sviluppo. Ridare valore e centralità al lavoro
è la via maestra per rimettere in moto l’Italia e ridurre le
disuguaglianze”. Lo dichiara in una nota Antonio Misiani,
responsabile economico del Pd.