“Il Documento di Finanza Pubblica che il governo ha presentato quest’anno è un documento tendenziale. Una fotografia dell’esistente. Nessuna indicazione di politica economica, nessuna direzione di marcia. In una fase di questa portata (dazi, conflitto nel Golfo, shock energetico, intelligenza artificiale che ridisegna i mercati del lavoro) il governo risponde con il silenzio programmatico. Capisco l’incertezza. Ma l’incertezza dovrebbe essere una ragione in più per dire agli italiani cosa si intende fare, non per tacere”. Lo ha detto il sen. Antonio Misiani, responsabile economico del PD, intervenendo in aula.
“Nel 2026 il PNRR finirà — ha aggiunto — che cosa accadrà al Paese? Cosa succede dopo? Quali investimenti pubblici si attivano? Quali riforme strutturali si mettono in campo? Quale politica industriale per accompagnare la doppia transizione — la decarbonizzazione e l’intelligenza artificiale? Il governo deve rispondere a queste domande in Parlamento. Chiediamo al ministro Giorgetti, chiediamo alla presidente Meloni: quali strumenti, con quali risorse, per fronteggiare l’emergenza e far ripartire l’economia?”.
“Per farcela servono quattro leve – ha proseguito – Prima: rimettere al centro il lavoro. Dopo tre anni e mezzo il governo si è accorto che esiste una grande questione salariale. Bene: ma il salario giusto del decreto 1° maggio non basta. Serve applicarlo sempre, altrimenti è una scatola vuota; serve una soglia minima e servono misure per agganciare i salari alla produttività e all’inflazione. Seconda: le politiche industriali per la doppia transizione, il rilancio degli investimenti mobilitando il risparmio privato. Un sistema fiscale più favorevole allo sviluppo. Gli incentivi all’innovazione e alla transizione. Terza: il costo dell’energia. Non misure a pioggia: misure mirate, che aiutino chi ne ha bisogno senza disperdere risorse scarse. Sul cambio di strategia: questo governo ha perso anni a parlare di nucleare mentre rallentava sulle rinnovabili, indeboliva gli strumenti di efficientamento energetico, definanziava le comunità energetiche rinnovabili.. Quarta: riforme a costo zero, dalla semplificazione delle procedure per gli investimenti alla liberalizzazione di mercati ancora troppo chiusi”.
“Il governo ci ha consegnato un documento che dice: non sappiamo cosa succederà – ha concluso Misiani – Ma un grande Paese come l’Italia non può navigare a vista Non possiamo permetterci di tirare a campare sperando che passi la nottata. Serve una rotta. Serve coraggio politico. Serve dire la verità. Il PD è pronto a fare la propria parte in Parlamento, nel merito, con proposte concrete. Lo pretenderemo anche dal governo”.


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