“Quella dell’automotive e’ una crisi che
ci preoccupa molto, ci sono migliaia di posti di lavoro a
rischio, e’ un settore strategico per l’economia italiana. La
colpa e’ dell’assenza di politiche industriali, questo e’ il
punto. I produttori europei hanno accumulato un ritardo
tecnologico molto importante rispetto ai loro competitori cinesi
e americani. E’ necessario mettere in campo tutto quello che
serve per far ripartire un’industria che ha un ruolo
fondamentale anche nel nostro Paese, nonostante il calo della
produzione che si e’ registrato in questi anni”. Lo ha detto il
senatore e responsabile Economia del PD, Antonio Misiani, a
margine della Festa de l’Unita’ sulle Politiche industriali in
corso a Pescara. “In Europa e’ in corso un dialogo strategico
con la Commissione UE per rivedere il percorso che ci portera’
al 2035 e credo che sia necessario – osserva l’esponente dem –
adeguare e rimodulare il Green Deal in relazione alle condizioni
che sono cambiate in questi anni. Detto questo, quello che serve
e’ soprattutto un piano europeo di politiche industriali. La
segretaria Schlein sta insistendo molto – e giustamente – su un
grande programma di rigenerazione del parco veicoli europeo che
permetta di fare ripartire la domanda di auto prodotte in
Europa. In Italia e’ indispensabile che il governo torni
indietro rispetto alla decisione folle di tagliare dell’80% il
fondo a supporto dell’automotive che il governo Meloni aveva
ereditato da Draghi. Oggi il governo non ha risorse per le
politiche industriali che servono per l’automotive. Trovo che
questo sia estremamente grave, cosi’ non c’e’ alcuna
possibilita’ di sostenere un sistema di imprese che e’ molto
importante per l’Abruzzo e il Mezzogiorno d’Italia”.


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