“Il governo Meloni ritiri immediatamente la norma della riforma del Testo Unico della Finanza che allenta le regole per accertare il “concerto” tra soci nelle operazioni di mercato. Era una scelta discutibile gia’ in partenza: trasformare presunzioni oggi chiare e stringenti in semplici presunzioni relative significa rendere piu’ difficile individuare accordi occulti, ridurre le tutele per gli azionisti di minoranza e indebolire la capacita’ di vigilanza delle autorita’. Oggi, pero’, dopo l’inchiesta sull’operazione Mps-Mediobanca, sarebbe irresponsabile intervenire su questa materia. Mentre la magistratura accerta fatti potenzialmente molto gravi, il governo non puo’ pensare di modificare proprio le norme che servono a garantire trasparenza e correttezza nel mercato finanziario. E’ il momento della prudenza, non delle scorciatoie. Il governo faccia un passo indietro e ritiri subito questa norma”. Lo chiedono in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd, Cristina Tajani, capogruppo Pd in Commissione Finanze al Senato, e Virginio Merola, capogruppo Pd in Commissione Finanze alla Camera.
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