“Il dato di marzo della produzione
industriale non cambia una tendenza che rimane preoccupante. È su
questo quadro complessivo che occorre ragionare. Le crisi
aziendali aperte confermano la gravità della situazione
dell’industria italiana. Electrolux ha appena annunciato 1.700
dipendenti in esubero, il 40 per cento del totale dei circa 4.500
addetti in Italia, e la chiusura dello stabilimento di Cerreto
d’Esi nelle Marche. Non è un caso isolato: è l’ultimo episodio di
una crisi verticale del settore degli elettrodomestici, che ha
già visto Beko colpire duramente i propri siti italiani. Resta
irrisolta anche la vicenda Natuzzi: al tavolo del Mimit azienda e
sindacati non hanno trovato un punto d’incontro, con distanze
definite ‘incolmabili’, mentre le organizzazioni sindacali
ricordano che dopo anni di ammortizzatori sociali e diversi
milioni di fondi pubblici erogati, non è possibile accettare
centinaia di esuberi e la chiusura di stabilimenti.
Sull’automotive il settore continua a soffrire la transizione con
ricadute pesanti sulla componentistica e una grande
preoccupazione per il futuro degli stabilimenti di Stellantis, a
partire da quello di Cassino. Sulla ex ILVA regna il buio pesto:
il GOVERNO, al di là degli annunci sistematicamente caduti nel
vuoto, non ha ancora una strategia credibile per una realtà
strategica per l’intera industria manifatturiera del Paese. Di
fronte a tutto questo, ci aspetteremmo dal GOVERNO un cambio di
passo che purtroppo è completamente assente. Il Libro Bianco
sulla politica industriale presentato a gennaio dal ministro Urso
è rimasto lettera morta. La legge di bilancio 2026 ha confermato
il definanziamento del programma per le politiche industriali nel
bilancio del Mimit. Quanto all’iper-ammortamento, lo strumento
cardine per sostenere gli investimenti delle imprese, a cinque
mesi dall’approvazione della legge di bilancio non è ancora
operativo. Tutti questi fatti, messi insieme, fotografano una
politica industriale del GOVERNO MELONI che esiste solo nei
comunicati stampa. Il Partito Democratico chiede al GOVERNO di
fare tre cose concrete: seguire con la massima attenzione tutte
le crisi aziendali aperte, convocando con urgenza i tavoli
necessari al Mimit; rendere immediatamente operativi gli
strumenti di incentivo agli investimenti già previsti per legge;
e presentare finalmente un piano industriale nazionale serio, che
accompagni le imprese italiane nelle transizioni in corso e
sostenga quelle più esposte alla crisi energetica invece di
lasciare lavoratori e territori soli di fronte alle difficoltà”.
Lo scrive in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia
nella segreteria nazionale del PD.


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