“Il trionfalismo del ministro Urso su Transizione 5.0 è francamente surreale. La realtà è quella di un piano gestito in modo pasticciato e contraddittorio, simbolo dell’approssimazione con cui il governo Meloni affronta la politica industriale”. Lo dichiara Antonio Misiani, responsabile economico del Partito democratico. “Transizione 5.0 è nato con obiettivi condivisibili – sostenere la digitalizzazione e la decarbonizzazione delle imprese – ma è stato reso operativo con mesi di ritardo, e con regole iper-burocratiche che ne hanno paralizzato l’avvio. Solo dopo la semplificazione le domande – aggiunge – hanno preso ritmo, ma troppo tardi: la scadenza legata al Pnrr era alle porte e il definanziamento della misura inevitabile. Poi, la decisione di bloccare le domande da un giorno all’altro, seguita da una riapertura improvvisata, ha aggiunto caos e incertezza. Ora, poiché le risorse di Transizione 5.0 sono state spostate altrove, serviranno centinaia di milioni di euro aggiuntivi per coprire le richieste rimaste sospese”. “Altro che successo – conclude Misiani –: Transizione 5.0 è il manifesto dell’improvvisazione del governo in materia industriale. Serve una politica seria, stabile e con risorse adeguate, non annunci e zig-zag”.


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