“Il governo ha presentato il pacchetto di nomine nelle principali società a partecipazione pubblica? Enel, Eni, Leonardo, Enav ? con il solito metodo: opacità totale e logica lottizzatoria. Una spartizione di fine legislatura. Nessuna trasparenza, nessun coinvolgimento del Parlamento, nessuna indicazione delle strategie industriali per il futuro di aziende che hanno un ruolo cruciale per il Paese. Parliamo di società che incidono direttamente sulla sicurezza energetica e la transizione ecologica, sul costo dell’energia per famiglie e imprese, sulle politiche industriali e della difesa. In una fase così delicata ? con la guerra nel Golfo Persico che fa schizzare i prezzi dei carburanti, i dazi americani che colpiscono l’export italiano e un’economia che si è fermata ? avremmo bisogno di obiettivi chiari e di una governance orientata all’interesse nazionale. Invece assistiamo all’ennesima lottizzazione tra i partiti della maggioranza, con l’indicazione nei Cda di profili in molti casi assolutamente inadeguati. E c’è un dato che colpisce in modo particolare: Giorgia Meloni, che aveva promesso di abbattere il soffitto di cristallo per le donne nei ruoli manageriali, ha indicato in questa tornata meno donne di quanto abbiano fatto i governi precedenti. L’ennesima promessa tradita, che conferma la distanza siderale tra la retorica della destra e i fatti concreti di questo esecutivo. È necessario che il governo spieghi in Parlamento i criteri e le motivazioni di queste scelte, a partire dalla sostituzione di Cingolani alla guida di Leonardo”. Lo dichiara Antonio Misiani, senatore e responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd.


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