“Che fine ha fatto il decreto ‘fantasma’ 5 febbraio 2026 approvato dal Consiglio dei ministri, recante ‘disposizioni urgenti di commissari straordinari e concessioni’ e contenente disposizioni necessarie per il completamento dell’iter di approvazione del Ponte sullo Stretto? Come mai un decreto così urgente non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale? Oggi nell’Aula del Senato il ministro Salvini non ha risposto a queste domande che gli abbiamo posto con un’interrogazione. La verità è che l’avvio dei lavori per il Ponte non vedrà la luce neanche nel 2026 e che anche per quest’anno, come pure è accaduto lo scorso anno, risultano bloccati 2 miliardi di euro del Fondo di sviluppo e coesione delle regioni Calabria e Sicilia che andranno perduti o saranno utilizzati per altro, mentre servirebbero invece per le infrastrutture di queste due regioni. Con il governo Meloni non siamo neanche più al dilemma ‘Ponte sì o Ponte no’, ma piuttosto al ‘Ponte boh’”. Lo ha detto il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo del Pd, commentando in Aula la risposta del ministro Salvini all’interrogazione a sua prima firma. “Il tema delle risorse sottratte alle due regioni del Mezzogiorno – ha continuato Nicita – è fondamentale perché per esempio per il maltempo il governo ha stanziato 1,2 mld di euro, a fronte di quasi 3 mld di richieste di Sicilia e Calabria. Non solo, visti i ritardi nella realizzazione del Ponte, c’è anche la questione dell’antitrust e degli aiuti di stato, perché il soggetto attuatore è stato selezionato con criteri che non sono più attuali. Capiamo che i ritardi sono ormai un elemento quadro del ministero dei Trasporti, ma non si può continuare a perdere i fondi destinati al Ponte, per il quale l’esecutivo ha previsto, lo ricordiamo, una spesa di 13,5 miliardi di euro”.


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