« Le risorse pubbliche appartengono ai siciliani, non ai deputati della maggioranza regionale. La Sicilia ha bisogno di investimenti programmati, di criteri verificabili e di pari opportunità per tutti i territori. Non di una lotteria politica finanziata con i soldi dei cittadini. Non è accettabile che 190 milioni di euro di risorse pubbliche vengano distribuiti in Sicilia senza criteri trasparenti, senza una valutazione dei bisogni dei territori e attraverso un sistema che premia chi ha il deputato giusto anziché chi ha maggiore necessità. Per questo, come parlamentari siciliani del Partito Democratico, abbiamo firmato la lettera a prima firma Peppe Provenzano al ministro Calderoli, chiedendo al Governo di valutare l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale della norma sulle cosiddette mance inserita nell’ultima variazione di bilancio della Regione Siciliana». Lo dichiara il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita, tra i firmatari della lettera indirizzata al ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli.
«I numeri dimostrano l’assurdità di questo meccanismo. In alcune province quasi tutti i comuni ricevono finanziamenti, in altre ne rimane esclusa più della metà. È questa la coesione territoriale del governo Contestiamo un metodo che sostituisce la programmazione pubblica con la distribuzione discrezionale di risorse. Tra gli interventi finanziati compaiono anche cinque voci per campi da padel, per dire. La questione non è soltanto politica. La Corte costituzionale ha già censurato leggi che distribuiscono contributi a beneficiari individuati nominativamente senza criteri oggettivi e trasparenti”.


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