“Nel suo intervento la Presidente Meloni descrive l’Europa come un
continente in declino da anni e lo fa con le stesse Parole di Trump. Nel momento storico più
delicato dell’Europa e degli europei, nei quali sono ricompresi, gli italiani, la presidente del
Consiglio di un paese fondatore dell’Unione europea, anziché difendere con orgoglio le nostre
istituzioni europee si associa ai critici e a coloro il cui interesse nazionale è indebolire le
istituzioni europee. Inoltre proprio quando servirebbe coerenza e chiarezza, dalle parole della
presidente Meloni traspare un equivoco fondamentale. Il suo giudizio sull’Europa sembra
voler accomunare e confondere politiche e istituzioni in un comune giudizio negativo. Le
politiche, come tali possono essere cambiate. Le istituzioni invece sono fatte per restare per
rappresentare quel sogno di Europa nato nel secolo scorso, dopo due guerre mondiali figlie di
quel nazionalismo che sembra tanto attrarre le destre. La presidente Meloni ha dato un’idea
delle istituzioni europee antica, una Europa vista come supermercato e non come proiezione
politica. E l’indebolimento europeo può avvenire in tanti modi e per mano di tanti attori:
siamo in piena guerra ibrida e la sfida digitale deve essere al centro della nostra azione senza
preoccuparci, ad esempio, di dare fastidio a qualcuno come Trump che ha emanato
un provvedimento con cui non accetta limitazioni alle attività dei colossi digitali. O magari
accettando di alimentare la propaganda russa come con le dichiarazioni del vicepremier
Salvini. Serve quindi un’Italia più forte in un’Europa più forte. Correggere il Patto di stabilità,
riformare la contabilità europea, spingere su debito comune, come avvenuto con il PNRR,
anche sulla difesa comune. E serve una legge di bilancio non asfittica come questa che faccia
crescere un Paese con salari reali che in 5 anni hanno perso l’8%, con la produzione
industriale ferma, con la povertà record. E’ ora che la presidente Meloni e i suoi alleati si
liberino dalla propaganda e dall’ideologia”. Così il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del
gruppo del Pd nel corso della discussione generale sulle comunicazioni della presidente
Meloni.