“Sul DFP si registrano tre errori
gravi. Il primo è un errore di metodo: uno strumento costruito
dalle nuove regole europee per definire una traiettoria
pluriennale di finanza pubblica viene impropriamente ricondotto
a una logica annuale, svuotandone la funzione di programmazione.
Il secondo è un errore di contenuto: manca una politica
economica riconoscibile, non emergono obiettivi tendenziali né
il nesso tra strumenti e risultati attesi. Il terzo è un errore
di utilizzo degli strumenti: il piano strutturale di bilancio e
il nuovo documento di finanza pubblica non vengono impiegati per
gestire in modo dinamico il percorso di aggiustamento e
crescita, rinunciando così ai margini che le stesse regole
europee consentono”. Lo dichiara il senatore Antonio Nicita,
vice presidente del gruppo Pd e componente della commissione
Bilancio, che aggiunge: “In questo modo si trasforma
un’occasione di programmazione in un esercizio contabile di
breve periodo. Senza una strategia pluriennale fondata su
crescita e domanda interna, il Paese resta esposto a una
stagnazione strutturale”


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