“Giungere ad una seria legge di Semplificazione avrebbe richiesto ben altri tempi di discussione, ben altre modalità e procedure. Il paradosso è che per fare questa legge è stata seguita la via più contorta possibile e l’eterogeneità stessa degli argomenti contenuti è già di per se esemplificativa della pochezza del provvedimento. Una misura di semplificazione, presunta, che anziché basarsi su modalità codificate e scientifiche si è mossa su di un principio intuitivo. Dell’assoluta inconsistenza del provvedimento, tra l’altro, ne è consapevole anche il ministro stesso che ha ricordato come la semplificazione sia un omnibus per definizione. Non è così: le regole di semplificazione devono valere per tutti gli ambiti per essere efficaci, qui si tratta solo di un florilegio di provvedimenti slegati. Da ben 20 anni la Ue ha indicato, ed è prassi adottata ovunque, le linee guida per semplificare. Indicazioni basate sul concetto di better regulation, che prevedono interventi di filiera di settore, analisi ex ante, il coinvolgimento dei soggetti interessati (stakeholders), valutazioni alternative per poi decidere in base alla migliore soluzione. Qui invece c’è di tutto e a caso. La verità è che la semplificazione è un processo complesso e non una norma raccogliticcia che propone tagli a caso. Ad esempio viene affrontata la riforma dell’Aci, peraltro senza possibilità di emendarla, senza neanche premurarsi di audire il nuovo presidente. Presidente ancora non in servizio. Di fatto questa norma si muove in direzione opposta alla logica della sua funzione: non amplia la trasparenza, non accresce la partecipazione dal basso ma introduce solo riformine verticali. Abbiamo a che fare, prevalentemente, con proposte di delega che centralizzano ancora di più trasferendo singole necessità su singoli settori. Questa è la cosa più lontana da una misura di semplificazione. Anche per questo motivo il voto del Pd sarà fermamente contrario”. Così intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama il senatore Antonio Nicita, vicepresidente dei senatori del Pd.


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