“I dati Auditel pubblicati oggi da La Stampa certificano il disastro della gestione governativa della Rai: tre punti di share persi in meno di tre anni, con il crollo che colpisce duramente Rai1 (-9,6%) e Rai2 (-8,2%) mentre Canale 5 guida il prime time con il 22,13% di share e un’audience cresciuta del 45,7%. Il divario tra la tv pubblica e il principale competitor privato non è mai stato così ampio”. Così in una nota i senatori dem Nicita e Verducci, membri della Commissione di Vigilanza RAI, intervengono sull’andamento della RAI, mentre in Senato dovrebbe essere discussa la riforma RAI nel segno dell’European Media Freedom Act.
“Non è solo una crisi editoriale – continuano Nicita e Verducci – è una crisi politica e industriale. Quando si mettono ai vertici di Viale Mazzini dirigenti scelti per fedeltà partitica invece che per competenza, questi sono i risultati: 606 mila spettatori in meno su Rai generalista, il pubblico che abbandona, i palinsesti sfasciati e azzerati in corsa alla vigilia delle Olimpiadi — evento che avrebbe dovuto essere un’occasione storica per la Rai”.
Secondo i senatori dem “l’occupazione feroce della destra ha trasformato il servizio pubblico radiotelevisivo in uno strumento propaganda. La gestione ‘familistica’ sta uccidendo l’azienda. La Rai non è “Tele Meloni”: è un bene pubblico. E come tale va restituita agli italiani.’


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