“La pronuncia del Parlamento europeo in materia di consenso conferma in pieno le ragioni che da tempo come opposizioni sosteniamo sulle modifiche necessarie al testo dell’articolo 609 bis del Codice penale in materia di violenza sessuale, che avevano visto l’espressione di un voto unanime alla Camera. Si trattava di una scelta nella giusta direzione, in grado finalmente di allineare l’Italia alla disciplina dei principali paesi europei e alle più importanti convezioni internazionali in materia, oltre che a una giurisprudenza italiana e internazionale ormai consolidata. La libertà di scelta sul proprio corpo e l’autodeterminazione devono essere principi non solo riconosciuti, ma effettivamente garantiti. Ancora troppe donne rischiano di vivere veri e propri calvari giudiziari e prassi estenuanti che scoraggiano la denuncia e alimentano processi di colpevolizzazione. L’Italia è pronta, le migliaia di donne italiane scese nelle piazze insieme alle reti e ai centri antiviolenza oltre che al mondo associativo femminile e femminista lo hanno affermato a gran voce. Solo si è un sì. E qualsiasi atto in assenza di consenso è stupro. Per quanto tempo ancora la destra italiana vuole frenare e impedire questo avanzamento e questa scelta di civiltà per tutti e di libertà e giustizia per le donne italiane?”. Lo dicono i senatori delle opposizioni componenti il comitato ristretto sul ddl stupri in Commissione Giustizia Valeria Valente (Pd), Ada Lopreiato (M5s), Ilaria Cucchi (Avs) e Ivan Scalfarotto (Iv).


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