“Chiediamo che il ministro Salvini venga immediatamente in Senato a riferire sulla gravissima crisi dell’autotrasporto, sulle proteste che hanno paralizzato parti del Mezzogiorno e sull’ennesimo decreto d’urgenza con cui il Governo tenta, ancora una volta, di rincorrere un’emergenza che non ha saputo prevenire.
Mentre migliaia di lavoratori e imprese chiedono risposte, Salvini continua a gestire il confronto dalla Prefettura di Milano. Ma non si può governare una crisi che investe Campania, Puglia, Calabria, Molise, Basilicata e la stessa Sicilia senza andare nei territori, ascoltare direttamente chi protesta e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.
Anche l’ultimo decreto è la fotografia di questo fallimento: risorse insufficienti, interventi tardivi e misure che non affrontano le cause strutturali della crisi. Il credito d’imposta aggiuntivo sul gasolio si ferma addirittura al 5 ottobre, lasciando senza copertura i rincari successivi. E alle imprese che chiedono liquidità immediata il Governo risponde con compensazioni fiscali utilizzabili anche nel 2027. Nulla che garantisca oggi tariffe realmente sostenibili e condizioni dignitose per chi lavora.
Non sottovalutiamo i disagi per cittadini, imprese e servizi essenziali. Ma proprio per questo servono risposte politiche, non soltanto richiami all’ordine pubblico. La legalità va garantita, il diritto di manifestare rispettato e le ragioni del disagio affrontate. Criminalizzare non risolve i problemi di chi non riesce più a coprire i costi del proprio lavoro.
Le opposizioni hanno proposte concrete per rafforzare i sostegni, assicurare liquidità, intervenire sui costi e rinnovare il parco dei mezzi. Siamo pronti a discuterle in Parlamento.
Salvini non può continuare a nascondersi dietro decreti tampone e tavoli lontani dai luoghi della crisi. Se non vuole andare ad ascoltare il Mezzogiorno, abbia almeno il rispetto delle istituzioni e venga in Senato a spiegare che cosa intende fare”. Così in una nota i presidenti dei gruppi di opposizione a Palazzo Madama Francesco Boccia (PD), Luca Pirondini (M5S), Raffaella Paita (IV), Peppe De Cristofaro (AVS).