“La Commissione Pari Opportunità dell’Ordine nazionale degli psicologi ha scritto una lettera aperta al ministro della giustizia Nordio, ai Presidenti dei tribunali per i minorenni, al Consiglio nazionale forense e al dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, assumendo una posizione netta, chiara e coraggiosa contro la sindrome di alienazione parentale (Pas). Ha denunciato gli effetti del suo utilizzo contro le madri nei procedimenti civili per l’affidamento dei figli e le dannose pratiche di ‘riallineamento’ o di riunificazione forzata, dopo che il minore viene separato dal genitore protettivo, di solito la madre, e collocato presso l’altro genitore o altrove perché si ‘decondizioni’’. A partire dalla discussione in Senato sull’interrogazione del Pd contro la Pas e dal riconoscimento del nostro impegno nella Commissione Femminicidio, il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine nazionale degli psicologi per bocca della sua presidente Maria Antonietta Giuliano e di Francesca Schir, ha ricostruito quanto avviene nelle aule giudiziarie e ha quindi impegnato l’Ordine degli psicologi ad escludere la Pas dalla formazione degli psicologi e dalle consulenze tecniche e perizie e a far sì che l’ascolto del minore sia sempre al centro di ogni valutazione. Ha al contempo richiesto alle autorità competenti misure finalizzate a far sì che si ponga fine al ricongiungimento coatto dei figli con i genitori. Si tratta di un intervento importante nella direzione della promozione del cambiamento culturale necessario per bandire finalmente la Pas e prevenire la vittimizzazione secondaria di donne e bambini nelle aule giudiziarie. La Pas deve essere bandita dai tribunali, così come la vittimizzazione secondaria di donne e bambini”. Lo dicono i parlamentari del Pd della Commissione Femminicidio Cecilia D’Elia vicepresidente, Sara Ferrari capogruppo dem, i senatori Filippo Sensi e Valeria Valente, le deputate Antonella Forattini e Valentina Ghio.


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