“Apprendiamo che alcuni ordini degli avvocati hanno deciso di dare crediti formativi agli avvocati che parteciperanno ad incontri nei quale verranno esposte le ragioni del Si al referendum. Gli ordini professionali hanno un ruolo istituzionale, rappresentano per legge tutti gli avvocati del foro, e non possono pertanto promuovere, patrocinare o accreditare iniziative nelle quali si farà propaganda elettorale per il Si su un referendum sul quale, come noto, ci sono posizioni diverse anche tra gli avvocati. Ci paiono scelte molto discutibili, che segnalano una perdita del senso delle istituzioni dell’avvocatura, e una scarsa cura di quella autonomia e indipendenza che dovrebbe essere invece custodita gelosamente. Ci auguriamo pertanto rimangano casi isolati, o quanto meno che gli stessi ordini, per rimediare, si dichiarino pronti ad accreditare anche incontri di segno opposto”. Lo dicono i parlamentari del Pd nonché avvocati Serracchiani, Bazoli, Rossomando, Gianassi, Rando, Lacarra, Valente.
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