“Un piccolo cambiamento in termini testuali, ma un grande cambiamento in termini sostanziali”. Così il senatore Dario Parrini, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali, intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama sulla riforma dell’articolo 24 della Costituzione in materia di tutela delle vittime di reato.
“Oggi, durante i processi, la posizione delle vittime dei reati è tutelata, ma noi riteniamo che la giurisprudenza che si è accumulata e stratificata non sia sufficiente e che questa tutela debba avere una consacrazione costituzionale”, dichiara Parrini.
“È stata questa anche una maniera in cui il Parlamento ha saputo costruttivamente, senza divisioni tra le forze politiche, dare seguito a una pressione e a una mobilitazione che veniva dal basso, dalle tante associazioni di vittime di reato e di familiari”, continua il senatore, che sottolinea come la riforma rappresenti “un passo in avanti verso il rafforzamento, con l’inserimento in Costituzione, di un principio di equità e di giustizia”.
“Il Partito Democratico si è speso affinché ci fosse uno spostamento dell’intervento di riforma costituzionale dall’articolo 111, che disciplina il giusto processo, all’articolo 24, perché non volevamo che questa modifica potesse essere ritenuta qualcosa che spostava gli equilibri del giusto processo”, prosegue Parrini, richiamando la necessità di “garantire alle vittime una protezione giudiziaria adeguata senza alterare i principi che regolano il processo”.
“Alla Costituzione e alla sua riforma bisognerebbe approcciarsi cercando punti di incontro, facendo concessioni reciproche e non andando avanti se non c’è un consenso che supera quello dei due terzi”, afferma il senatore, ribadendo il valore della condivisione parlamentare nelle riforme costituzionali.
“Noi speriamo, approvando questa riforma, di poter accorciare l’elenco delle vittime di reato o dei familiari di vittime di reato che non hanno ricevuto pienamente giustizia sotto tanti profili”, conclude Parrini.