“Di fronte all’ennesima figuraccia del ministro dell’Interno Piantedosi, che aveva dato per scontato in televisione di aver catturato la ‘mente’ del 17 ottobre, le parole della Premier Meloni risultano gravissime. Nel nostro Paese vige la separazione dei poteri ed è perciò grave che la Premier, mentre è in itinere un procedimento giudiziario, si scagli ancora una volta contro la magistratura, addirittura sostituendosi nell’opera di accertamento che, a Costituzione invariata e strenuamente difesa dai cittadini italiani, spetta alla magistratura. Per il Gip Youssef Siher ha evocato disobbedienza civile ma non violenza e comunque è giusto che su di lui, come per chiunque altro, la giustizia faccia il suo corso. Per quanto riguarda Meloni, così come Salvini e Tajani, ignorare l’esito del referendum vuol dire ritenersi sopra la Costituzione e sopra la volontà popolare e significa riportare lo scontro istituzionale a livelli intollerabili e pericolosi. Del resto le parole di Meloni, come quelle di Piantedosi e di altri ministri, sono coerenti con i provvedimenti del governo della destra, che stanno correndo il rischio di creare uno stato di polizia in cui le libertà personali possono essere limitate e compresse da poteri di polizia senza garanzie per i cittadini e senza l’intervento di un giudice terzo imparziale, unico soggetto a cui la Carta attribuisce il potere di accertare la verità e di limitare la libertà personale dei cittadini. Resta il fatto che il ministro Piantedosi, che ha sicuramente peccato di avventatezza e arroganza, si è mostrato ancora una volta totalmente inadeguato a ricoprire quel ruolo, ha mostrato scarso senso dello Stato e soprattutto non ha certo contribuito a costruire condizioni e presupposti per garantire più sicurezza e per gestire ordine pubblico e piazze nel rispetto dei diritti di tutti. Ha solo di nuovo provato a trovare scorciatoie per un po’ di propaganda a buon mercato”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria valente, componente della Commissione Afferi costituzionali.
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