Senatore Dario Parrini, vicepresidente Pd della Commissione affari costituzionali, Fdl dice che non tutta l`opposizione è contraria alla legge elettorale e aspetta proposte…
«Non è così. Tutti i partiti del campo largo si sono espressi contro questa riforma, fino alle parole molto dure dell`ultima intervista di Giuseppe Conte e al fatto che Elly Schlein più volte l`ha definita irricevibile».
Perché irricevibile?
«Perché ha difetti enormi: il premio che può essere sproporzionato, l`uso a tappeto delle liste bloccate, l`anticipazione surrettizia del premierato tramite l`obbligo della indicazione pre-voto del candidato premier».
Quello che non va nel premio è che supera il limite del 55% fissato dalla Consulta?
«La matematica non è un`opinione. Con 70 deputati e 35 senatori di premio, un vincitore che ottenga intorno al 47% dei voti può ottenere il 60% di seggi, acquisendo l`autosufficienza non solo nell`elezione del capo dello Stato, ma anche dei giudici costituzionali e dei componenti del Csm. Una cosa grave. A buon diritto si può parlare di premio di onnipotenza».
Che cosa c`è di scandaloso nelle liste bloccate?
«Torneremmo a un Parlamento formato interamente da nominati, come ai tempi del Porcellum. Si azzera il potere di scelta degli elettori. Contro le liste bloccate occorre una battaglia altrettanto vigorosa di quella sull`entità potenziale del premio. Tutti gli altri meccanismi di individuazione degli eletti, in primo luogo le preferenze o i collegi uninominali, salvaguardano la sovranità degli elettori meglio delle liste bloccate. Tra l`altro in alcune circoscrizioni i nomi bloccati sarebbero il doppio o il triplo rispetto a quelli previsti dalla quota proporzionale della legge attuale».
Se con il Rosatellum si rischia un pareggio, al Pd non converrebbe comunque dialogare su una legge con il premio?
«Le leggi elettorali non si cambiano per convenienza. E poi non è affatto vero che, stanti le attuali intenzioni di voto, la legge vigente produrrà per forza un pareggio. Sono argomentazioni pretestuose. Piuttosto trovo incredibile che, a meno di due mesi dal referendum, si agisca come se 15 milioni di elettori non avessero detto No al tentativo di dare un potere eccessivo a chi governa attraverso forzature di parte sulle regole istituzionali».
Per aprire un dialogo, invece, che cosa proponete?
«Tanto per iniziare dovrebbero ritirare il ddl costituzionale sul premierato e il ddl anti-ballottaggi, quello che riduce al 40% la soglia per eleggere i sindaci al primo turno. Ma la verità è che al momento non ci sono i presupposti per trattare con la maggioranza: l`altalena tra aperture di facciata e chiusure di fatto li rende totalmente inaffidabili».


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