“Imbroglio, questa è la parola adatta per questa legge elettorale. La maggioranza con un emendamento ha tolto dei comuni da un collegio uninominale senatoriale in Trentino Alto Adige inglobandoli in un altri due collegi vicini con l’unico obiettivo di rendere più probabile la vittoria di un candidato di centrodestra a scapito di quello del centrosinistra. A partita in corso si cambiano le carte in tavola: questo è barare. E la cosa che indigna ancora di più è che questa operazione è stata fatta quasi sottobanco, con un emendamento presentato in aula in extremis alla Camera: non è stata insediata una commissione tecnica, né si è sentito il parere dei territori interessati dalla modifica. Nulla di trasparente. Siamo di fronte ad una vera e propria manipolazione continua. Proprio come il maldestro tentativo fatto dal senatore Malan di paragonare la legge elettorale che porta il nome del Presidente della Repubblica con questa scandalosa legge elettorale. Ricordo a Malan che con il Mattarellum non si davano premi di maggioranza né erano previsti listini nazionali occulti. Per l’attribuzione dei seggi della quota proporzionale alla Camera c’erano listini bloccati di circoscrizione di massimo 4 candidati. Nessuna parentela coi 70 nomi bloccati che con questa legge vengono inclusi in un listone nazionale invisibile agli elettori e usato per distribuire il premio di maggioranza. La destra inventa, distorce la storia dei sistemi elettorali di questo Paese, anche dei migliori come il Mattarellum, per giustificare questa ingiustificabile legge elettorale. Qui si stanno cambiando i confini di un collegio uninominale per favorire il candidato del centrodestra. Questa è la realtà: siamo di fronte ad una truffa”. Così il senatore del Pd Dario Parrini intervenuto in aula a Palazzo Madama.
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