“Quello della difesa comune europea è un
tema importante non da oggi, ma ora è apparso in modo plasticamente
evidente a tutti. La capacità di difesa europea è essenziale, se
l’Europa vuole avere un ruolo. Lo stesso Borrell riconosce che anche
nel momento drammatico di Kabul chi ha avuto il ruolo preminente sono
stati gli Usa e non l’Europa”. Lo ha detto la presidente della
Commissione Difesa del Senato Roberta Pinotti, interpellata
dall’Adnkronos sul tema della difesa comune europea, sollevato oggi
sia dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che dall’ex ministro
dell’Interno Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or.
“Nell’evacuazione da Kabul nazionalmente abbiamo fatto ottimamente la
nostra parte con 1500 militari impegnati. C’è stato un coordinamento
alleato ma è mancata un’iniziativa autonoma dell’Europa. Ora il tema
assume una sua drammaticità, ma credo che sia un tema maturo, di cui
si parla da anni. Al tempo del governo Renzi, -ricorda Pinotti- io, da
ministra della Difesa e il collega degli esteri Gentiloni, abbiamo
fatto un intervento congiunto, ripreso anche da ‘le monde’ e diventato
oggetto del dibattito europeo, in cui sostenevamo che la politica di
sicurezza europea non poteva essere disgiunta da una politica estera
europea. Avevamo voluto dare questo segnale, rispetto ad interventi di
altre nazioni che ci sembravano più settoriali. Sono convinta che
significativi passi in avanti in questo senso siano l’elemento
essenziale perché l’Europa possa far sentire la propria voce, dal
Mediterraneo, all’Africa, alla lotta al terrorismo, in tutti i casi in
cui sono in gioco gli interessi dell’Europa e i diritti umani. E’
veramente il momento di passare dai commenti e dai convegni
all’azione”.
Qualcosa comunque si sta muovendo se è vero che “negli ultimi 7-8 anni
alcuni passi avanti sull’Europa della difesa sono stati fatti. E’
stato istituito -sottolinea la presidente della Commissione Difesa di
palazzo Madama- un fondo per la difesa. E’ importante perché prima di
questo non potevano essere presentati progetti europei per la difesa.
Sono state attivate cooperazioni rafforzate, progetti comuni. E’ stata
attivata una procedura per il transito degli eserciti attraverso i
vari paesi. Piccoli passi avanti, piccoli segnali”, ammette Pinotti,
che poi spiega: “Non è un problema tecnico, non è difficile integrare
gli eserciti in una forza d’azione comune, non ci vorrebbero anni e
anni. E’ una questione politica”. E’ il tema, sollevato anche da Minniti, del meccanismo
decisionale. “Fino a quando -conferma l’ex ministro della Difesa- si
esigerà l’unaminità, non ci sarà la rapidità di scelta. La svolta
potrebbe essere di poter partire con cooperazioni rafforzate, non con
l’unanimità. Invito i paesi più sensibili su questo, come Italia,
Germania e Francia a procedere. Se non ora quando?”
Come convivrebbero Nato e Difesa europea comune? “Negli anni scorsi
-risponde Pinotti- alcuni paesi, penso al Regno Unito e agli Stati
Uniti, ma anche alla Polonia, alle Repubbliche Baltiche, all’Olanda ,
che la difesa comune Ue fosse in contrapposizione alla Nato. Alcuni
temevano un indebolimento dell’Alleanza atlantica. La tesi che porto
avanti invece è che una più forte difesa europea non è in competizione
con la Nato ma rafforza la Nato stessa. Non esiste una competizione ma
una complementarità, la possibilità di avere un punto di vista più
forte, oltre a quello degli Stati Uniti. Si può creare una discussione
che aiuta la Nato stessa”.
L’esempio è quello dell’Afghanistan: “Un ritiro siffatto vedeva
contrari paesi come Italia e Germania. Con una maggiore capacità
dell’Europa, avremmo potuto agire in maniera diversa e, nella
discussione e nella lealtà all’Alleanza , magari saremmo potuti essere
un interlocutore più forte”.  Un parallelo si può fare con la pandemia. “Basta vedere
-afferma la presidente della commissione difesa del senato- il passo
importante che ha fatto l’Europa per esempio nell’acquisto in comune
dei vaccini, e poi con la scelta del Next generation Ue, e sulla
scommessa della ripartenza. L’Europa ha fatto un salto quadruplo
superando difficoltà notevoli. Bisogna fare lo stesso nel campo della
difesa. Altrimenti -conclude Roberta Pinotti- nello scenario
geopolitico attuale, un’Europa che non ha voce può fare solo i
convegni”.


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