“La situazione della casa circondariale di Modena Sant’Anna è ormai insostenibile e rappresenta in modo emblematico la crisi strutturale del sistema penitenziario italiano, sull’orlo del collasso per gli aumenti delle presenze in cella”. Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Enza RANDO, che ha sta depositando un’interrogazione ai Ministri della Giustizia e delle Infrastrutture. “Parliamo di un istituto con un tasso di sovraffollamento che ha raggiunto il 153%, in cui si registrano gravi criticità nella gestione quotidiana e, soprattutto, episodi drammatici come il recente suicidio di un giovane detenuto di 24 anni. È il segno di una sofferenza profonda che non può più essere ignorata”, prosegue la senatrice. RANDO sottolinea come il problema non riguardi solo Modena ma l’intera regione Emilia-Romagna, dove si registra una significativa carenza di personale di Polizia penitenziaria – quasi 200 unità in meno rispetto alla pianta organica – con pesanti ricadute sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro degli operatori. “Le condizioni di detenzione – aggiunge – risultano particolarmente critiche anche per le categorie più vulnerabili. È evidente che servono interventi urgenti e strutturali, come chiesto a gran voce dai territori del modenese: dal rafforzamento degli organici al potenziamento dell’assistenza psicologica e psichiatrica, soprattutto nella fase di primo ingresso in carcere, fino all’inserimento del carcere di Modena nel Piano carceri nazionale per interventi di ampliamento e riqualificazione. Non si può continuare a violare il principio costituzionale – conclude Rando – secondo cui la pena deve essere umana e finalizzata alla rieducazione”.


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