“Le parole del sopravvissuto alla strage di Amendolara sono agghiaccianti e raccontano una realtà di sfruttamento e violenza che troppo spesso resta invisibile. Uomini costretti a lavorare senza diritti, minacciati, ricattati, privati perfino della libertà di rifiutare soprusi e richieste di denaro. Una vicenda che non può essere archiviata come un fatto isolato, ma che chiama in causa un sistema criminale e mafioso che prospera sulla pelle dei lavoratori migranti più fragili”.
Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile legalità e lotta alle mafie del Pd.
“Di fronte a quattro persone morte in circostanze così drammatiche – prosegue Rando – non bastano l’indignazione e il cordoglio. Serve una risposta forte dello Stato contro il caporalato, contro ogni forma di sfruttamento e contro le organizzazioni criminali che controllano pezzi dell’economia agricola. Servono controlli più incisivi nelle campagne, trasporti sicuri, alloggi dignitosi, contratti regolari e strumenti concreti di protezione per chi denuncia”.
“Le vittime di Amendolara non erano invisibili: erano lavoratori, persone con una storia e una speranza di vita migliore. La lotta alla mafia e al caporalato passa anche dalla capacità dello Stato di garantire diritti, legalità e dignità a chi oggi vive ai margini”, conclude la senatrice dem.