“Piero Nava, testimone di giustizia dell’omicidio del giudice Livatino, non si è mai definito un eroe. Oggi ci ha ricordato, con parole semplici e potentissime, che denunciare ciò che si vede dovrebbe essere un gesto normale in una democrazia. Ma sappiamo bene quanto spesso questo comporti solitudine, paura e rinunce profondissime”. Lo ha dichiarato la senatrice Vincenza Rando, responsabile legalità, trasparenza e contrasto alle mafie nella segreteria nazionale del Partito Democratico, intervenendo alla presentazione del libro “Io sono nessuno. Da quando sono diventato il testimone di giustizia del caso Livatino” di Piero Nava, svoltasi presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, alla presenza di Ottavio Sferlazza, pubblico ministero del processo Livatino, Piero Nava, autore dell’opera, in collegamento audio, Giancarlo Scafuri, Generale dei Carabinieri e Direttore del Servizio Centrale di Protezione, Lorenzo Bonini, Stefano Scaccabarozzi e Paolo Valsecchi, curatori dell’opera, e Paolo Borrometi, giornalista e scrittore.
“La storia di Piero Nava ci parla anche del dovere delle istituzioni: stare accanto ai testimoni di giustizia, proteggerli, riconoscerne il coraggio civile e impedire che vengano lasciati soli dopo avere scelto di stare dalla parte dello Stato e della verità”, ha proseguito Rando.
“In un tempo in cui troppo spesso prevalgono rassegnazione e distanza, il messaggio più forte emerso oggi è la necessità di combattere l’indifferenza. La legalità vive, certo, nelle leggi e nei tribunali, ma anche nelle scelte quotidiane delle persone. Custodire queste testimonianze significa inoltre costruire memoria collettiva, perché il sacrificio e il coraggio di chi ha scelto la legalità appartengono alla coscienza democratica del nostro Paese» ha concluso la senatrice dem”, ha concluso la senatrice Pd.