“Il disegno di legge voluto dal ministro Valditara rappresenta
un arretramento culturale e pedagogico che rischia di indebolire
la funzione educativa della
scuola pubblica. Con l’introduzione del consenso informato
preventivo per le attività di educazione affettiva e sessuale si
restringono gli spazi formativi e si trasmette l’idea che temi
come il rispetto, le relazioni e l’educazione ai sentimenti
siano questioni da sottoporre a particolari autorizzazioni”. Lo
ha dichiarato in Aula la senatrice del Partito Democratico Enza
RANDO, intervenendo nella discussione generale sul ddl
Valditara. “In un Paese in cui la violenza di genere continua a
rappresentare un fenomeno strutturale – ha aggiunto RANDO – la
risposta non può essere quella di limitare i percorsi educativi.
La prevenzione passa dall’educazione e la scuola è il luogo
privilegiato in cui costruire una cultura del rispetto, della
consapevolezza e della responsabilità. Ridurre questi spazi
significa accettare una forma di denutrimento empatico,
rinunciando a fornire alle nuove generazioni gli strumenti
necessari per comprendere sé stesse e gli altri. Il
provvedimento colpisce soprattutto i ragazzi e le ragazze più
fragili, che spesso trovano proprio nella scuola l’unico luogo
di ascolto, confronto e crescita. Non si rafforza il ruolo delle
famiglie, ma si arretra rispetto alla responsabilità educativa
che lo Stato deve esercitare. “Continueremo a difendere una
scuola pubblica autonoma, inclusiva e libera, capace di
affrontare anche i temi più complessi e di accompagnare le nuove
generazioni nella comprensione del presente e nella costruzione
del futuro”, ha concluso RANDO.


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