“Con l’ennesimo decreto sulla scuola il Governo conferma di non voler ascoltare nessuno: né gli studenti, né i docenti, né le famiglie. Si continua a intervenire su pilastri fondamentali dell’istruzione pubblica con urgenze fittizie, senza confronto e senza visione e soprattutto senza assicurare gli investimenti necessari al buon funzionamento. È una scelta grave, perché la scuola non può essere terreno di propaganda o di risparmio contabile.”
Lo ha dichiarato la senatrice Enza Rando (PD), intervenendo in Aula sul decreto-legge di Riforma dell’Esame di Stato.
“Questo provvedimento – ha proseguito Rando – disegna una scuola gerarchica, verticale, dove le decisioni vengono calate dall’alto e dove la partecipazione degli organi collegiali e delle rappresentanze viene svuotata. Si riduce il ruolo dei docenti, si toglie voce agli studenti e alle studentesse, si cancella il confronto che è invece la linfa della comunità educante. La scuola è il luogo del dialogo e della crescita democratica, non un’azienda da gestire con logiche autoritarie.”
“Riformare la scuola ogni anno per decreto – ha concluso la senatrice dem – significa distruggerne la credibilità. Servono stabilità, ascolto, partecipazione. Servono politiche che mettano al centro le persone e non i numeri.”