«Il ddl di modifica delle funzioni della Corte dei conti non è un intervento tecnico né isolato, ma un ulteriore tassello di un disegno politico più ampio con cui il Governo sta progressivamente indebolendo gli organi di controllo e gli equilibri costituzionali». Lo ha dichiarato in Aula la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Pd, intervenendo nel dibattito sul provvedimento.
«Dalla separazione delle carriere all’abolizione dell’abuso d’ufficio fino a questo ddl – ha aggiunto – emerge una visione che considera il controllo un ostacolo e non una garanzia. La Corte dei conti è un organo di rilievo costituzionale, presidio di legalità, trasparenza e corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Indebolirne le funzioni significa esporre la pubblica amministrazione a rischi maggiori, soprattutto nel contrasto alla corruzione, e ridurre la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Secondo Rando, «la narrazione della lotta alla burocrazia difensiva è una falsità: la riscrittura della colpa grave, la restrizione del danno risarcibile, l’estensione del silenzio-assenso e l’applicazione delle nuove norme anche ai procedimenti in corso rendono solo più difficile l’accertamento degli illeciti erariali».
«Un Governo che interviene sistematicamente sugli organi di garanzia dovrebbe porsi una domanda fondamentale: chi controlla il potere?», ha proseguito la senatrice. «Per questo chiediamo di fermare l’iter di questo provvedimento, tanto più oggi, nel giorno della ricorrenza della promulgazione della Costituzione italiana, fondamento della nostra democrazia nata dalla Resistenza».
«Indebolire la Corte dei conti significa compromettere uno dei pilastri costituzionali del Paese», ha concluso Rando. «Serve un atto di responsabilità da parte dell’Aula».