“Questa non è una riforma della giustizia, ma un attacco al cuore della Costituzione. Dietro la retorica della “neutralità” si nasconde un disegno politico che indebolisce chi deve indagare sul potere e rafforza chi il potere lo esercita. È una torsione pericolosa dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, che mette a rischio la libertà di tutti i cittadini.”
Lo ha dichiarato la senatrice Enza Rando, responsabile della legalità e della trasparenza nella segreteria nazionale del Partito Democratico, intervenendo in Aula sulla riforma della separazione delle carriere in magistratura.
“La separazione delle carriere non è una questione tecnica, ma culturale, etica e democratica: significa cambiare la natura stessa della giustizia, spezzare quel legame tra chi giudica e chi indaga che i nostri Costituenti vollero come garanzia di autonomia e indipendenza. La Costituzione del 1948 nacque da un patto tra diversi, e ogni riforma che la tocca senza condivisione ne mina la legittimità” ha proseguito Rando.
“Falcone diceva che ‘chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa.’ Noi non taceremo di fronte a un progetto che mira a subordinare la giurisdizione alla politica. Difendere l’autonomia della magistratura significa difendere la libertà dei cittadini e la credibilità stessa della democrazia” ha concluso la senatrice PD.


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