“Quarantuno anni fa, a Pizzolungo, Cosa nostra colpì con ferocia terroristica, seminando morte e distruzione. In quell’attentato persero la vita Barbara Rizzo e i suoi figli gemelli, Salvatore e Giuseppe Asta, vittime innocenti di una strategia mafiosa che voleva uccidere il magistrato Carlo Palermo. Il loro sacrificio resta una ferita aperta nella coscienza democratica del Paese”. Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico.
“Ricordare oggi quella strage – prosegue Rando – non significa soltanto rendere omaggio a tre vite spezzate brutalmente, ma anche rinnovare un impegno: stare accanto ai familiari delle vittime di mafia, sostenere fino in fondo la ricerca della verità e difendere la memoria come presidio di giustizia. La storia di Pizzolungo ci parla infatti non solo della violenza di Cosa nostra, ma anche della necessità di continuare a cercare tutta la verità su mandanti, complicità e moventi che ancora attendono piena luce”.
“La testimonianza di Margherita Asta, sopravvissuta a quella tragedia e da anni custode instancabile di memoria, ci richiama ogni giorno a una responsabilità collettiva: trasformare il dolore in coscienza civile”, conclude la senatrice dem.