“Tra Italia e Slovenia l’amicizia è
confermata e gli ottimi rapporti sono stati ribaditi mentre nel
quadro Ue la Slovenia rimane un elemento di stabilità sia per i
Balcani sia rispetto al conflitto russo-ucraino: sono dati che
vanno acquisiti alla luce della visita del premier Janša alla
presidente Meloni. Altri punti rimangono in sospeso, tra cui
l’applicazione, dopo 25 anni dall’entrata in vigore, di tutti gli
articoli della Legge 38 del 2001”.
Così in una nota la segretaria della commissione Politiche Ue
del Senato, Tatjana Rojc (Pd), riflettendo all’indomani della
visita a Roma del premier sloveno Janez Janša alla sua omologa
Giorgia Meloni.
Secondo la dem, non sono state infatti confermate “le
consuetudini che vedono coinvolte le minoranze nazionali in
occasione di visite di Stato, anche se pare siano state oggetto
di colloquio e apprendiamo dai media che saranno parte di un
accordo strategico”.
Per quanto riguarda la rappresentanza slovena nel Parlamento
italiano, Rojc ricorda “gli emendamenti presentati e bocciati dal
governo Meloni”, sottolineando che “era prevedibile che non si
sarebbero visti progressi sul fronte del ripristino di Schengen
ormai totalmente virato da misura di sicurezza antiterrorismo a
manifesto-migranti”, conclude la senatrice.